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SIGMA FP2 e SIGMA 50mm F1.4 CL: due NOVITÀ che guardano al FUTURO… e al PASSATO

di Damiano Durante | 29-10-2026 | Riflessioni Fotografiche

Sigma FP2: piccola, modulare e molto più ambiziosa di quanto sembri

Ci sono fotocamere che cercano di fare tutto seguendo formule ormai consolidate. E poi ci sono prodotti che provano a interpretare il concetto stesso di fotocamera in maniera differente.

La nuova Sigma FP2 appartiene decisamente alla seconda categoria.

È piccolissima, full frame, modulare, pensata contemporaneamente per fotografia e video e continua quella filosofia iniziata anni fa con fp e fp L: partire da un corpo essenziale e permettere poi all’utente di costruire attorno ad esso la macchina di cui ha realmente bisogno.

Sigma riassume il concetto con tre parole: Small, Powerful, Adaptable.

Ed è probabilmente la definizione più corretta.

Una full frame che sta quasi in un palmo

Il primo elemento che colpisce è inevitabilmente la dimensione.

Sigma dichiara la FP2 come la più piccola fotocamera full frame a ottiche intercambiabili sul mercato, secondo le proprie rilevazioni di ottobre 2026.

Il peso è di appena 376 grammi.

Dentro un corpo così compatto troviamo però un sensore CMOS full frame partially stacked da 24,5 megapixel, raffica fino a circa 20 fotogrammi al secondo e un autofocus profondamente evoluto rispetto alle precedenti fp.

La scelta dei 24 megapixel, secondo noi, è particolarmente interessante.

Oggi può sembrare quasi una risoluzione conservativa, soprattutto in un mercato nel quale abbiamo full frame da 50, 60 megapixel e oltre.

Ma 24 megapixel sono ancora più che sufficienti per la maggior parte degli utilizzi fotografici e permettono contemporaneamente di ottenere file più leggeri, maggiore velocità operativa e, almeno potenzialmente, un ottimo equilibrio tra risoluzione, gamma dinamica e rumore.

Non è difficile capire perché Sigma abbia scelto questa strada per una macchina che vuole funzionare bene sia come fotocamera sia come videocamera.

Modularità: il vero DNA della serie fp

Il concetto fondamentale della FP2 rimane quello delle precedenti fp:

la macchina di base deve essere il più piccola possibile, poi sarà il fotografo a decidere cosa aggiungere.

Vuoi utilizzarla solamente con il display posteriore?

Puoi farlo.

Vuoi un mirino elettronico?

È disponibile il nuovo EVF-21 opzionale, orientabile fino a 90° e dotato di pannello OLED da circa 5,76 milioni di punti.

Vuoi trasformarla in una piccola cinecamera?

Esistono piastre, viewfinder, accessori, alimentazione esterna e possibilità di costruire un vero rig.

È una filosofia diametralmente opposta rispetto alla classica mirrorless nella quale tutto deve essere già integrato nel corpo.

La FP2 è quasi una piattaforma.

E la cosa interessante è che, lasciandola “nuda”, rimane davvero minuscola.

Anche il display posteriore è stato finalmente reso orientabile, con inclinazione di 90° verso l’alto e 45° verso il basso. È un miglioramento tutt’altro che secondario rispetto alle fp precedenti, soprattutto per la fotografia.

Il sensore partially stacked cambia parecchie cose

Uno degli aggiornamenti più importanti è proprio il sensore.

La struttura partially stacked consente una lettura più veloce rispetto alle generazioni precedenti, con benefici evidenti sia nella fotografia sia nel video.

Significa raffiche più rapide.

Significa autofocus più reattivo.

Significa soprattutto una riduzione del rolling shutter, elemento particolarmente importante su una macchina che ambisce seriamente anche al mondo video.

L’autofocus è stato profondamente rivisto.

Sigma dichiara maggiore precisione, velocità e prestazioni in condizioni di luce scarsa, insieme al riconoscimento automatico di persone, animali e uccelli.

Ed è probabilmente uno dei punti sui quali siamo più curiosi di effettuare i nostri test.

Perché il salto rispetto alle precedenti fp potrebbe essere uno degli aspetti che trasformano realmente questa macchina da prodotto particolare a strumento utilizzabile anche in contesti fotografici molto più ampi.

Manca però la stabilizzazione sul sensore

Non tutto è perfetto.

La FP2 non dispone di IBIS.

E questa, soprattutto per Roberto, è una mancanza importante.

Su una fotocamera così piccola viene naturale immaginare l’utilizzo con piccoli fissi non stabilizzati.

Ed è proprio lì che la stabilizzazione sul sensore avrebbe fatto comodo.

Per chi fotografa prevalentemente con tempi rapidi può essere un problema relativo.

Per chi lavora invece spesso in interni, di sera, nel reportage o con tempi lenti, l’assenza dell’IBIS può pesare.

Nel video è disponibile una stabilizzazione elettronica in determinate modalità, ma naturalmente non è la stessa cosa.

È probabilmente uno dei compromessi più evidenti adottati da Sigma per mantenere dimensioni così contenute.

Finalmente memoria interna

C’è invece una caratteristica che vorremmo vedere su molte più fotocamere:

70 GB di memoria interna.

La FP2 mantiene naturalmente lo slot SD, ma consente di registrare anche sulla memoria integrata.

È una soluzione estremamente intelligente.

Può essere utilizzata quando abbiamo dimenticato la scheda.

Quando la scheda è piena.

Come memoria di emergenza.

Oppure semplicemente come ulteriore spazio operativo.

Non sostituisce una scheda di grande capacità, soprattutto nel video, ma rappresenta quella sicurezza aggiuntiva che su una macchina moderna ha assolutamente senso.

Per le modalità video più impegnative è inoltre previsto l’utilizzo di SSD esterni attraverso USB.

Una vera macchina 50% foto e 50% video

Ed è probabilmente questo il punto nel quale la FP2 si differenzia maggiormente da molte concorrenti.

Non è una fotocamera alla quale sono state aggiunte buone funzioni video.

E non è nemmeno una videocamera che può fare fotografie.

Sigma ha progettato due ambienti distinti:

STILL e CINE.

Un selettore permette di passare immediatamente dall’uno all’altro e ciascuna modalità dispone della propria interfaccia e del proprio workflow.

Sul fronte video troviamo 6K Open Gate, ProRes RAW e ProRes RAW HQ, H.264 e H.265, L-Log e supporto all’audio 32 bit float con gli accessori compatibili.

È quindi un comparto video estremamente serio.

Il 6K Open Gate è particolarmente interessante oggi, perché permette di utilizzare l’intera superficie del sensore e decidere successivamente se ottenere un contenuto orizzontale, verticale oppure con altri rapporti d’aspetto.

Per chi produce contemporaneamente YouTube, Instagram, Reels e altri contenuti è un vantaggio concreto.

Gamma dinamica: il dato che vogliamo verificare

Probabilmente uno degli aspetti più interessanti dichiarati da Sigma riguarda la gamma dinamica video.

L’azienda parla di fino a 14,1 stop, con ben 7 stop di headroom sulle alte luci a ISO 1250 e superiori utilizzando 4K full frame in L-Log.

È un dato importante.

E soprattutto è un dato che vogliamo verificare.

Faremo i nostri consueti test:

Black Cap;

ISO invarianza;

recupero delle alte luci;

recupero delle ombre;

comportamento agli alti ISO.

Sarà interessante capire cosa succede realmente a livello di sensore e amplificazione.

Perché se le prestazioni dichiarate verranno confermate anche nella pratica, questo potrebbe diventare uno dei punti di forza assoluti della FP2.

Una piccola macchina ma non una macchina economica

La compattezza potrebbe far pensare automaticamente a un prodotto relativamente economico.

Non è così.

Nel video abbiamo indicato un prezzo di lancio intorno ai 2.199 euro per il solo corpo, con kit dedicati insieme all’ottica o al mirino esterno.

È quindi un prodotto premium.

Ma bisogna anche considerare cosa stiamo acquistando.

Corpo metallico.

Full frame partially stacked.

Sistema modulare.

Comparto video particolarmente evoluto.

70 GB di memoria interna.

Costruzione estremamente compatta.

Non è quindi la macchina destinata a chi cerca semplicemente “una full frame economica”.

La domanda corretta è:

quanto vale per noi avere tutto questo in un corpo così piccolo?

A chi è destinata?

Non la vediamo come prima scelta per sport e avifauna.

Sarebbe possibile utilizzarla, naturalmente, ma non è questo il suo terreno naturale.

La vediamo molto meglio per:

viaggio;

reportage;

street;

documentario;

matrimoni come secondo corpo;

produzione video;

content creation di alto livello.

E soprattutto per chi fa entrambe le cose.

Immaginiamo un matrimonialista.

Un piccolo corpo full frame con un’ottica compatta può funzionare come seconda macchina fotografica.

Poi la stessa FP2 può essere montata su un piccolo gimbal e diventare una videocamera estremamente discreta.

È proprio questa capacità di cambiare identità che rende il prodotto particolare.

FP2 e BF non sono concorrenti

Una domanda inevitabile riguarda il rapporto con la Sigma BF.

Le dimensioni sono contenute in entrambi i casi.

Ma la filosofia è completamente differente.

La BF è l’oggetto essenziale.

Minimalista.

Quasi radicale nella semplicità dell’interfaccia.

La FP2 è invece la macchina modulare e trasformabile.

La BF vuole rimanere semplice.

La FP2 vuole poter diventare complessa quando serve.

Sono quindi due prodotti rivolti a utenti differenti, anche se condividono alcuni elementi dell’identità Sigma.

E insieme arriva un 50mm davvero particolare

Contemporaneamente alla FP2, Sigma ha annunciato anche una novità che troviamo forse altrettanto affascinante:

il 50mm F1.4 CL DG | Contemporary.

Il CL inaugura una nuova linea all’interno della I series.

E qui Sigma ha fatto qualcosa che chiediamo da tempo ai produttori.

Invece di progettare ancora una volta l’obiettivo clinicamente perfetto, ha scelto deliberatamente di controllare le aberrazioni in modo da ottenere una resa più morbida e caratteristica.

Sigma parla esplicitamente di una resa capace di offrire maggiore tridimensionalità, passaggi tonali più graduali e uno sfocato con una propria personalità.

Finalmente.

Perché un obiettivo non deve essere valutato soltanto contando quante linee risolve nell’angolo del fotogramma.

Deve anche avere una resa.

Un carattere.

Un modo di disegnare l’immagine.

Il nuovo 50mm ha corpo interamente metallico, ghiera dei diaframmi, scala delle distanze e persino scala della profondità di campo.

Un’estetica decisamente classica abbinata all’autofocus e alla tecnologia moderna.

È previsto per l’inizio della primavera 2027 sia per L-Mount sia per Sony E.

Conclusioni

La Sigma FP2 non è una fotocamera universale.

E probabilmente non vuole esserlo.

È piccola in maniera quasi estrema.

È modulare.

È full frame.

Ha un sensore moderno e veloce.

Può funzionare come fotocamera essenziale oppure trasformarsi in un sistema video molto più complesso.

Ha finalmente un autofocus che promette di essere realmente competitivo.

Dispone di 70 GB di memoria interna.

Registra in 6K Open Gate.

Ma contemporaneamente rinuncia alla stabilizzazione sul sensore e richiede un mirino opzionale a chi considera l’EVF indispensabile.

Sono compromessi consapevoli.

Ed è proprio questo che rende interessante il progetto.

In un mercato nel quale tantissime fotocamere stanno diventando sempre più simili, Sigma continua a proporre qualcosa di diverso.

Non sappiamo ancora se la FP2 sarà straordinaria.

Lo stabiliranno i test.

Ma possiamo già dire che ha un’identità.

E oggi non è affatto scontato.

La combinazione tra corpo FP2 e il nuovo 50mm F1.4 CL racconta inoltre qualcosa di interessante sulla direzione intrapresa da Sigma.

Da una parte tecnologia, prestazioni e modularità.

Dall’altra il desiderio di tornare a parlare di esperienza fotografica, resa, carattere e piacere nell’utilizzare uno strumento.

Se questa sarà davvero la strada futura del marchio, noi siamo decisamente curiosi di vedere dove porterà.

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