Nel mondo della fotografia digitale, dieci anni sono un’eternità. Passare dalla Fujifilm X-T1 (2014) alla X-T5 (2024) significa saltare attraverso intere generazioni di sensori, processori e innovazioni tecnologiche. Ma la domanda che ci siamo posti nel nostro ultimo video è una sola: più megapixel significano davvero una fotografia migliore?
Abbiamo messo a confronto l’inizio e (per ora) la fine della serie X-T, analizzando ogni aspetto: dall’ergonomia alla resa cromatica, fino alla prova del fuoco: la stampa in grande formato A2.
Ergonomia e Corpo Macchina: Il fascino rimane, la sostanza cambia
A prima vista, le due macchine sono quasi sovrapponibili. Fujifilm ha fatto un lavoro incredibile nel mantenere compatta la X-T5, che risulta solo leggermente più muscolosa della X-T1.
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Cosa è migliorato: Il joystick per la messa a fuoco (fondamentale!), lo schermo basculante anche in verticale e le ghiere ora finalmente bloccabili.
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La vera rivoluzione: L’introduzione dello stabilizzatore interno (IBIS) nella X-T5, un game-changer che nella X-T1 era pura utopia.
Autofocus: Velocità contro Certezza
Inutile girarci intorno: il sistema AF della X-T5 è un “salto quantico” per reattività e tracciamento del soggetto. Tuttavia, durante i nostri test è emerso un dato curioso. Se la X-T5 è una scheggia (pur con qualche piccola incertezza nel software attuale), la X-T1 trasmette una strana sicurezza: più lenta, certo, ma chirurgica nel confermare il punto di fuoco in AF singolo.
La sfida dei Sensori: 16MP vs 40MP
Qui entriamo nel territorio delle grandi sorprese. Abbiamo analizzato:
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Gamma Dinamica: Risultati sorprendentemente simili. Entrambe le macchine recuperano luci e ombre in modo eccellente.
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Alti ISO: Nonostante la densità di pixel triplicata, la X-T5 gestisce bene il rumore, ma il file della X-T1 a 6400 ISO conserva una pulizia e una grana “organica” che ci ha lasciato a bocca aperta.
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Resa Cromatica: È qui che si gioca la partita del cuore. La X-T1 ha quella “poesia” nei colori, specialmente negli incarnati e nei verdi, che sembra essersi un po’ persa nei sensori moderni, più clinici e vicini a una resa standard.
“La X-T1 non è solo una macchina vintage; è lo strumento che ci ha fatto innamorare del sistema Fujifilm per la sua tridimensionalità.”
La prova del nove: La Stampa A2
Abbiamo stampato gli stessi scatti in formato A2. Il risultato? Se non guardate la stampa con il lentino, le differenze di dettaglio sono quasi impercettibili a una normale distanza di visione. I 40MP della X-T5 sono un vantaggio enorme se dovete fare dei crop (ritagli) importanti, ma per una visione d’insieme, la “vecchia” X-T1 dice ancora la sua con una dignità incredibile.
Conclusioni: Quale scegliere?
Il progresso hardware della X-T5 è indiscutibile e la rende una macchina completa per il professionista moderno. Tuttavia, se cercate l’anima Fujifilm, quel look quasi analogico che ha reso celebre la serie X, la X-T1 (magari recuperata usata in ottime condizioni) rimane un gioiello insuperabile.
E voi cosa ne pensate? Siete per la risoluzione estrema o rimpiangete la “scienza del colore” dei primi sensori X-Trans?
👉 Guarda il video completo sul nostro canale YouTube per vedere tutti i test e i confronti fianco a fianco!
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