FUJI 33mm vs 35mm f/1.4: NITIDEZZA o MAGIA?

da | 10-09-2026 | Consigli agli aquisti

Fujifilm XF 33mm f/1.4 vs XF 35mm f/1.4: moderno contro classico

Il Fujinon XF 35mm f/1.4 R è uno degli obiettivi più amati dell’intero sistema Fujifilm X.

Compatto, leggero, luminoso e soprattutto caratterizzato da una resa molto particolare, è diventato negli anni quasi un piccolo oggetto di culto tra gli utenti Fuji.

Quando Fujifilm ha presentato il nuovo XF 33mm f/1.4 R LM WR, la domanda è nata immediatamente:

il nuovo 33 mm sostituisce davvero il vecchio 35 mm?

La risposta è meno semplice di quanto possa sembrare.

Perché sì, il nuovo 33 mm è tecnicamente superiore in molti aspetti.

Ma il vecchio 35 mm conserva ancora oggi un carattere che il nuovo obiettivo, volutamente più corretto e moderno, non cerca nemmeno di replicare.

Due obiettivi, due filosofie

A prima vista la differenza è evidente.

Il Fujinon 35mm f/1.4 è piccolo e ricorda molto i classici 50 mm progettati nell’epoca della pellicola.

Il nuovo 33mm f/1.4 è più lungo, più pesante e trasmette immediatamente l’idea di un progetto ottico moderno.

Non è enorme.

Montato su una Fujifilm X-Pro rimane perfettamente gestibile e ben bilanciato.

Ma il vecchio 35 mantiene un vantaggio evidente in termini di compattezza.

Ed è proprio questa differenza fisica a raccontare già una parte della storia.

Il 35 è figlio di una progettazione più tradizionale.

Il 33 nasce invece per soddisfare esigenze moderne:

  • maggiore nitidezza;
  • autofocus più rapido;
  • motore silenzioso;
  • migliore correzione ottica;
  • tropicalizzazione;
  • prestazioni più uniformi su tutto il fotogramma.

Il 35mm f/1.4: perché è ancora così amato?

Il vecchio 35 mm non è mai stato famoso perché fosse l’obiettivo più perfetto del mondo.

Anzi.

Ha diversi difetti.

L’autofocus non è particolarmente veloce.

Il motore è rumoroso.

Non è tropicalizzato.

A tutta apertura è relativamente morbido.

Le aberrazioni cromatiche sono più evidenti.

Eppure viene ancora oggi considerato da molti uno degli obiettivi Fujifilm più riusciti.

Il motivo è semplice:

ha carattere.

Le immagini prodotte dal 35 mm hanno spesso una morbidezza particolare, uno sfocato molto pastoso e una progressione tra piano di fuoco e sfondo che ricorda certe ottiche nate per la pellicola.

Non è un obiettivo “clinico”.

Ed è proprio questo a renderlo interessante.

Il 33mm f/1.4: la risposta moderna

Il Fujinon XF 33mm f/1.4 rappresenta invece la filosofia opposta.

È un obiettivo molto più corretto.

Più nitido.

Più uniforme.

Più veloce.

Più silenzioso.

Più affidabile.

Nasce chiaramente per sfruttare sensori moderni ad alta risoluzione e per offrire prestazioni elevate anche a tutta apertura.

Sotto il profilo tecnico, il salto generazionale è evidente.

La domanda, però, non è soltanto:

“Quale dei due è migliore?”

La vera domanda è:

quale dei due produce l’immagine che preferisco?

Differenza di focale: 33 contro 35 mm

La differenza sembra minima.

Due millimetri.

Ma sul formato APS-C si percepisce.

Il 33 mm restituisce un angolo di campo leggermente più ampio.

Il 35 mm stringe appena di più.

Non si tratta di una differenza enorme, ma osservando direttamente due immagini realizzate dalla stessa posizione si nota.

In alcuni casi può essere anche un vantaggio del 33, soprattutto negli interni o quando vogliamo avere un’inquadratura leggermente più ariosa.

Il 35 rimane invece molto vicino alla classica esperienza del 50 mm equivalente.

Distorsione

A livello di distorsione i due obiettivi sono molto vicini.

Il 35 mm sembra mostrare un comportamento leggermente migliore, ma le differenze sono minime.

Anche per quanto riguarda la distorsione prospettica ai bordi, il vecchio 35 ha un piccolo vantaggio.

Ma qui entra in gioco anche la focale.

Essendo leggermente più lungo, tende naturalmente a deformare meno i soggetti posizionati nelle zone periferiche del fotogramma.

In termini pratici, comunque, non considererei questo un elemento decisivo nella scelta.

Vignettatura

Anche la vignettatura è molto simile.

A tutta apertura entrambi mostrano un certo oscuramento degli angoli.

Chiudendo a f/2 il fenomeno diminuisce sensibilmente.

A diaframmi ulteriormente chiusi diventa praticamente trascurabile.

Sotto questo aspetto non ci sono differenze tali da determinare una scelta.

Flare

Il comportamento con forti sorgenti luminose è interessante.

A tutta apertura i due obiettivi sono abbastanza vicini.

Entrambi possono mostrare qualche riflesso e qualche immagine fantasma.

Chiudendo molto il diaframma, però, il 33 mm mostra un vantaggio.

Il nuovo schema ottico controlla meglio i ghost e produce anche un effetto stella più evidente.

Questo è dovuto anche al diverso diaframma:

il nuovo 33 mm utilizza 9 lamelle, mentre il 35 mm ne ha 7.

Ancora una volta il 33 dimostra di essere un progetto più moderno.

Aberrazioni cromatiche: vantaggio netto del 33

Qui la differenza è molto più evidente.

Il 33 mm controlla estremamente bene le aberrazioni cromatiche.

Il vecchio 35 mm le mostra invece con maggiore facilità, soprattutto nelle situazioni più critiche.

Dal punto di vista puramente tecnico non c’è partita.

Il nuovo obiettivo vince nettamente.

Ma questa imperfezione del 35 mm ha anche un effetto sul suo carattere complessivo.

È uno dei tanti elementi che contribuiscono a renderne l’immagine meno perfetta, ma spesso più morbida e particolare.

Nitidezza a infinito

Cominciamo dal confronto più classico.

A diaframmi medi, intorno a f/8, entrambi producono immagini molto valide.

Ma il nuovo 33 mm è più nitido.

Al centro la differenza si vede.

Non è abissale, ma il microcontrasto e la definizione sono superiori.

Ai bordi il vantaggio aumenta leggermente.

Il 33 mantiene una resa più uniforme e più incisiva.

Il 35 si difende bene, ma appare più morbido.

Nitidezza a media distanza

La stessa tendenza si ripete lavorando a distanze intermedie.

Il 33 offre più dettaglio.

La sensazione è di un’immagine più “croccante”.

Il 35 conserva invece una resa leggermente più morbida.

Anche ai bordi il nuovo obiettivo mantiene un vantaggio.

È un comportamento coerente praticamente in tutte le condizioni che abbiamo osservato.

A distanza ravvicinata la differenza aumenta

Alla minima distanza di messa a fuoco il nuovo 33 mm mostra ancora più chiaramente la propria superiorità tecnica.

A tutta apertura è già molto nitido.

Il dettaglio è elevato e il microcontrasto si percepisce chiaramente.

Il vecchio 35 mm, invece, rimane decisamente più morbido.

Chiudendo a f/2 migliora.

A f/2.8 diventa molto più convincente.

Ma il 33 mantiene comunque un vantaggio evidente.

Soprattutto posizionando il soggetto verso i bordi del fotogramma.

Anche la resa cromatica è diversa

Un altro elemento interessante riguarda il colore.

Nelle nostre prove il nuovo 33 mm ha mostrato una resa leggermente più calda.

Il 35 mm appare invece un po’ più neutro.

Non è una differenza enorme e naturalmente può essere corretta in post-produzione.

Ma contribuisce comunque a costruire un’immagine leggermente diversa.

Ancora una volta non si tratta soltanto di misurazioni.

È una questione di carattere.

Lo sfocato: qui il 35mm si prende la rivincita

Arriviamo alla parte probabilmente più importante del confronto.

Lo sfocato.

Ed è qui che il vecchio 35 mm dimostra perché continua a essere tanto amato.

Il 33 mm produce un bokeh molto bello.

Pulito.

Regolare.

Moderno.

I punti luce sono definiti e la transizione è piacevole.

Ma il 35 mm offre qualcosa di diverso.

Lo sfocato è più pastoso.

Più morbido.

In alcune situazioni sembra quasi dipinto.

Uno sfocato “pittorico”

È difficile quantificare questo tipo di resa.

Non è un valore misurabile come la risoluzione.

Ma osservando le immagini affiancate la differenza emerge chiaramente.

Nel 35 mm i bordi degli elementi fuori fuoco tendono a dissolversi in maniera più graduale.

I punti luce appaiono meno netti.

Le transizioni sembrano quasi pennellate.

È quello che potremmo definire uno sfocato pittorico.

Il nuovo 33 mm è più corretto.

Il vecchio 35 è più romantico.

Progressione dello sfocato

Un altro elemento importante è la progressione tra il piano perfettamente a fuoco e lo sfondo.

Il 33 mm crea uno stacco più netto.

Il soggetto emerge con grande definizione e lo sfondo passa rapidamente fuori fuoco.

Questo può creare un effetto “pop” molto evidente.

Il 35 mm invece accompagna il passaggio in maniera più graduale.

Essendo meno nitido a tutta apertura e mostrando maggiori aberrazioni, la transizione appare più morbida.

E questo contribuisce molto al suo look.

I difetti possono diventare qualità

Questo confronto dimostra ancora una volta un concetto importante.

Un difetto ottico non è necessariamente sempre un difetto fotografico.

Aberrazioni.

Morbidezza.

Minore microcontrasto.

Transizioni meno corrette.

Tecnicamente sono elementi negativi.

Ma tutti insieme possono costruire un carattere.

Pensiamo a molti obiettivi storici per reflex o per pellicola.

Alcuni sono diventati famosi proprio per le loro imperfezioni.

Un esempio è il vecchio Canon 50mm f/1.2 per reflex.

Non era perfetto.

Ma aveva una resa immediatamente riconoscibile.

Il Fujinon 35mm f/1.4 appartiene un po’ a questa filosofia.

Autofocus singolo

Passiamo alla tecnologia.

In autofocus singolo le differenze sono meno marcate di quanto ci si potrebbe aspettare.

Il nuovo 33 mm è più rapido e soprattutto molto più silenzioso.

Il 35 mm, anche grazie ai firmware più recenti delle fotocamere Fujifilm, si comporta comunque discretamente.

Per fotografia tranquilla, street o ritratto non è inutilizzabile.

Assolutamente no.

Ma appena la situazione diventa più dinamica il salto generazionale diventa evidente.

Tracking e riconoscimento dell’occhio

Con autofocus continuo e riconoscimento dell’occhio il vecchio 35 mm comincia a mostrare chiaramente i propri limiti.

Il nuovo 33 mm è molto più efficace.

Nelle nostre prove a raffica il 33 ha raggiunto una percentuale di scatti correttamente a fuoco superiore al 90%.

Il 35 mm si è fermato intorno al 50-55%.

È una differenza enorme.

Non stiamo parlando semplicemente di un piccolo vantaggio di velocità.

Stiamo parlando di una differenza che può determinare la riuscita o meno di una sequenza.

Il corpo macchina conta

Naturalmente bisogna considerare che le prove sono state effettuate con una Fujifilm X-T4.

Il sistema autofocus del corpo influenza inevitabilmente il risultato.

Una fotocamera più recente può migliorare ulteriormente l’esperienza.

Ma la differenza relativa tra i due obiettivi rimane evidente.

Il motore del 33 mm appartiene semplicemente a una generazione tecnologica diversa.

Fotografia dinamica: 33mm senza dubbi

Se fotografate:

  • bambini;
  • sport;
  • eventi;
  • reportage dinamico;
  • matrimonio;
  • soggetti in movimento;
  • persone che camminano verso la fotocamera;

il nuovo 33 mm è nettamente preferibile.

L’autofocus continuo è molto più affidabile.

Il motore è più silenzioso.

La risposta è più rapida.

Ed è molto più semplice sfruttare il riconoscimento di volto e occhi.

Autofocus video

Anche nel video il nuovo 33 mm è decisamente più convincente.

Il motore silenzioso fa una grande differenza.

Le transizioni sono più efficaci.

Il tracking è più affidabile.

Il vecchio 35 mm può essere utilizzato, naturalmente, ma non è certo nato pensando ai videomaker.

Il motore è più rumoroso e meno fluido.

Per un utilizzo ibrido foto/video, il 33 mm è la scelta nettamente più logica.

Tropicalizzazione

L’altra differenza fondamentale riguarda la protezione dagli agenti atmosferici.

Il nuovo XF 33mm f/1.4 R LM WR è tropicalizzato.

Il vecchio 35 mm no.

Per chi utilizza corpi Fujifilm tropicalizzati e fotografa spesso:

  • sotto la pioggia;
  • in montagna;
  • in condizioni ambientali difficili;
  • durante reportage;
  • durante matrimoni;

è un vantaggio importante.

Anche questo elemento da solo può giustificare il passaggio al nuovo obiettivo.

Dimensioni e peso: il 35 resta imbattibile

Il vantaggio del vecchio obiettivo è invece evidente quando si parla di compattezza.

Il 35 mm è davvero piccolo.

Montato su una X-Pro sembra quasi nato insieme alla fotocamera.

È discreto.

Leggero.

Poco invasivo.

Il 33 mm è più voluminoso.

Non è eccessivo, ma la differenza si sente.

Per chi vuole costruire un corredo Fuji minimale, compatto e con un’esperienza quasi analogica, il vecchio 35 conserva ancora molto fascino.

Su X-Pro il 35mm ha ancora più senso

La differenza diventa particolarmente evidente utilizzando una Fujifilm X-Pro.

Il 35 mm si integra perfettamente con le proporzioni del corpo.

Ricorda quasi un classico normale per telemetro.

Inoltre interferisce pochissimo con il mirino ottico.

Il 33 mm rimane utilizzabile e non crea problemi importanti, ma esteticamente e dimensionalmente il vecchio 35 sembra più coerente con la filosofia X-Pro.

Per alcuni fotografi questo aspetto conta.

E non c’è nulla di male.

Prezzo

Anche il prezzo può influenzare la scelta.

Il vecchio 35 mm è disponibile da molti anni e si trova facilmente anche nel mercato dell’usato.

Questo permette di acquistarlo a cifre molto interessanti.

Il nuovo 33 mm costa di più.

Ma offre:

  • motore LM;
  • tropicalizzazione;
  • migliore correzione ottica;
  • nitidezza superiore;
  • autofocus continuo molto più efficace;
  • comportamento video migliore.

Quindi il maggior costo ha una spiegazione concreta.

Quale scegliere?

Arriviamo alla domanda inevitabile.

Meglio Fujinon XF 33mm f/1.4 o XF 35mm f/1.4?

Dipende completamente da quello che cercate.

Sceglierei il 33mm f/1.4 se…

Il 33 è la scelta più razionale per chi vuole:

  • massima nitidezza;
  • ottima resa già a tutta apertura;
  • autofocus rapido;
  • tracking;
  • fotografia dinamica;
  • video;
  • tropicalizzazione;
  • uniformità centro-bordi;
  • controllo delle aberrazioni;
  • un obiettivo moderno e affidabile.

È tecnicamente il migliore dei due.

Su questo ci sono pochi dubbi.

Sceglierei il 35mm f/1.4 se…

Il vecchio 35 rimane invece interessantissimo per chi cerca:

  • compattezza;
  • peso ridotto;
  • un look più morbido;
  • sfocato pastoso;
  • transizioni più delicate;
  • un carattere più analogico;
  • un obiettivo perfetto per X-Pro;
  • un prezzo più contenuto;
  • un’esperienza fotografica meno “clinica”.

È meno performante.

Ma può piacere di più.

Il nuovo non cancella necessariamente il vecchio

Questo è probabilmente il punto più importante.

Siamo abituati a pensare che quando esce un nuovo obiettivo, il precedente diventi automaticamente superato.

Dal punto di vista tecnico spesso è vero.

Ma nella fotografia non tutto si riduce alla prestazione.

Il 33 mm è quasi certamente l’obiettivo che consiglierei a chi deve acquistare oggi un normale luminoso Fujifilm senza avere esigenze particolari.

È più completo.

Più moderno.

Più affidabile.

Ma se amate il carattere del 35 mm, non esiste alcun motivo per considerarlo improvvisamente sbagliato.

Perfezione tecnica o carattere?

La scelta tra questi due Fujinon rappresenta in realtà una domanda molto più ampia.

Preferiamo un obiettivo perfetto oppure uno con personalità?

Il nuovo 33 elimina quasi completamente molte delle imperfezioni del 35.

E proprio per questo produce file più puliti.

Più definiti.

Più prevedibili.

Il 35 lascia invece entrare nell’immagine parte dei propri limiti.

Ed è proprio da quei limiti che nasce buona parte del suo fascino.

Non esiste una risposta corretta in assoluto.

Conclusioni

Il Fujinon XF 33mm f/1.4 R LM WR è un obiettivo tecnicamente superiore al vecchio XF 35mm f/1.4 R praticamente sotto ogni aspetto misurabile.

È più nitido.

Controlla meglio le aberrazioni.

Ha un autofocus enormemente più efficace.

È silenzioso.

È tropicalizzato.

Lavora meglio nel video.

È più uniforme su tutto il fotogramma.

Se cercate prestazioni, il 33 mm è senza dubbio la scelta più logica.

Ma la fotografia non è composta soltanto da numeri.

Il 35 mm continua ad avere una resa particolare.

Quella morbidezza a tutta apertura, le aberrazioni residue, lo sfocato pastoso e la progressione più delicata tra i piani costruiscono un’immagine che molti utenti Fujifilm continuano a trovare affascinante.

Per questo, più che parlare di un vincitore, preferiamo parlare di due modi differenti di interpretare un normale luminoso.

Il 33 mm rappresenta Fujifilm moderna.

Precisa, veloce, tecnologica.

Il 35 mm rappresenta invece una Fujifilm più vicina alla propria origine.

Compatta, imperfetta, analogica nel carattere.

E forse è proprio per questo che, nonostante gli anni, il piccolo Fujinon 35mm f/1.4 continua ancora oggi ad avere così tanti estimatori.

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