OM System OM-1 vs Panasonic Lumix G9 II: quale scegliere nel Micro Quattro Terzi?
Nel mondo Micro Quattro Terzi ci sono due fotocamere che, più di altre, rappresentano il vertice delle rispettive filosofie progettuali: OM System OM-1 e Panasonic Lumix G9 II.
Sono entrambe macchine evolute, tropicalizzate, veloci, ricche di funzioni e pensate anche per fotografia dinamica, naturalistica, sportiva e per un utilizzo ibrido foto/video.
Ma, nonostante condividano lo stesso formato di sensore e la stessa baionetta, hanno caratteri piuttosto diversi.
Abbiamo quindi deciso di confrontarle in maniera approfondita, concentrandoci sugli aspetti che secondo noi contano davvero nell’uso reale: ergonomia, mirino, qualità d’immagine, gamma dinamica, alti ISO, invarianza ISO, alta risoluzione, stabilizzazione, video e soprattutto autofocus.
La domanda è semplice:
oggi è meglio scegliere OM-1 o Lumix G9 II?
La risposta, come vedremo, dipende molto dal tipo di fotografo che siete.
Corpo macchina ed ergonomia
Partiamo dall’aspetto più immediato: il corpo.
La Lumix G9 II riprende sostanzialmente l’impostazione della Panasonic S5 II.
È un corpo molto operativo, con una buona impugnatura, comandi ben distribuiti, joystick efficace e una sensazione generale di solidità.
Non c’è nulla di mediocre nella costruzione della G9 II.
Anzi, è una fotocamera estremamente piacevole da utilizzare.
Detto questo, personalmente troviamo la OM-1 leggermente più convincente dal punto di vista ergonomico.
È un po’ più compatta e sembra maggiormente progettata attorno alla filosofia Micro Quattro Terzi.
Non parliamo di differenze enormi, ma nell’utilizzo prolungato quel piccolo vantaggio dimensionale può essere apprezzabile.
Entrambe sono tropicalizzate e pensate per essere utilizzate anche in condizioni ambientali difficili.
OM System, però, da sempre pone grande enfasi sui livelli certificati di protezione e questo rimane uno dei punti di forza della OM-1.
Mirino: vantaggio netto OM-1
Qui la differenza diventa più evidente.
La OM-1 utilizza un mirino elettronico da circa 5,76 milioni di punti, mentre la G9 II si ferma a circa 3,68 milioni.
Sulla scheda tecnica può sembrare una differenza relativa.
Guardandoci dentro una dopo l’altra, invece, si vede.
La OM-1 restituisce un’immagine più ricca, più definita e complessivamente più piacevole, soprattutto in alcune condizioni di luce.
Per chi utilizza molto il mirino e attribuisce grande importanza all’esperienza di visione, questo aspetto non va sottovalutato.
Da questo punto di vista, per noi, vince OM-1.
Qualità d’immagine: la G9 II sorprende
Arriviamo al sensore.
La OM-1 utilizza un sensore da circa 20 megapixel.
La G9 II sale invece a circa 25 megapixel.
Per anni abbiamo sentito dire che il Micro Quattro Terzi non avrebbe potuto superare significativamente i 20 megapixel senza perdere troppo in termini di rumore e gamma dinamica.
La G9 II dimostra che non è così.
Non solo offre circa il 25% di risoluzione in più, ma mantiene prestazioni estremamente competitive anche per quanto riguarda rumore e recupero delle ombre.
E, in alcuni aspetti, fa persino meglio della OM-1.
Gamma dinamica e recupero delle sottoesposizioni
Abbiamo effettuato i nostri consueti test in condizioni volutamente severe, utilizzando anche sottoesposizioni molto importanti.
Lo scopo non è simulare un utilizzo normale, ma mettere in crisi il sensore e capire quanto margine reale esista nel file RAW.
Nel recupero delle ombre le due fotocamere sono abbastanza vicine per quantità di rumore.
La G9 II mostra comunque un piccolo vantaggio, nell’ordine di qualche frazione di stop.
La differenza più importante, però, non riguarda tanto il rumore quanto la stabilità cromatica.
Recuperando pesantemente un file sottoesposto, la G9 II tende a mantenere meglio la cromia originale.
Con la OM-1, invece, abbiamo riscontrato una evidente deriva verso tonalità ciano quando il recupero diventa molto aggressivo.
Si tratta di un comportamento che avevamo già osservato in altri test.
Naturalmente una parte della dominante può essere corretta in post-produzione, ma spingendosi molto diventa più difficile ottenere un risultato completamente naturale.
Nel recupero delle alte luci le due sono decisamente vicine, con forse un leggerissimo vantaggio per la Panasonic.
Nel complesso, quindi, la G9 II offre un margine superiore in gamma dinamica, soprattutto quando il file viene spinto molto in post-produzione.
Per un sensore Micro Quattro Terzi, comunque, entrambe raggiungono risultati davvero notevoli.
Alti ISO: differenze molto piccole
Sul rumore ad alti ISO le prestazioni sono estremamente simili.
Se esiste un vantaggio per la G9 II, è molto contenuto.
Abbiamo però notato una caratteristica interessante.
La grana della Panasonic appare spesso più fine e regolare.
Probabilmente contribuisce la maggiore risoluzione del sensore: più pixel significano inevitabilmente pixel più piccoli, ma anche una struttura del rumore che, osservata a parità di dimensione finale, può apparire più fine e meno invasiva.
Il punto importante è un altro:
i 25 megapixel della G9 II non comportano quella penalizzazione drammatica agli alti ISO che qualcuno avrebbe potuto immaginare.
Questo dimostra ancora una volta quanto l’evoluzione dei sensori e dell’elettronica abbia ampliato i margini del formato Micro Quattro Terzi.
Invarianza ISO: ancora un piccolo vantaggio Panasonic
Abbiamo verificato anche il comportamento in termini di invarianza ISO.
In parole semplici, un sensore ISO-invariante permette di sottoesporre utilizzando un valore ISO più basso e recuperare successivamente l’esposizione in post-produzione senza introdurre molto più rumore rispetto allo scatto realizzato direttamente all’ISO corretto.
Ovviamente nessun sensore è perfettamente invariante in ogni condizione.
Ma alcuni si comportano meglio di altri.
Nei nostri test la G9 II mostra ancora una volta un comportamento leggermente più favorevole.
Recuperando sottoesposizioni molto importanti, il rumore rimane contenuto e soprattutto il colore resta più stabile.
La OM-1 continua invece a mostrare quella tendenza alla dominante ciano quando il recupero diventa estremo.
Anche qui, quindi, vantaggio G9 II.
Alta risoluzione: due filosofie differenti
Entrambe le fotocamere permettono di utilizzare modalità ad alta risoluzione attraverso il movimento controllato del sensore.
Ed entrambe permettono di farlo anche a mano libera.
La OM-1 è storicamente molto forte in questo campo e continua a produrre risultati eccellenti.
Su treppiede, utilizzando lo stesso obiettivo, abbiamo ottenuto file leggermente migliori con la OM-1.
A mano libera, però, la G9 II ci ha sorpreso.
Panasonic offre infatti una modalità particolarmente efficace nel sopprimere gli artefatti causati dagli elementi in movimento.
Pensiamo, per esempio, alle foglie mosse dal vento durante un paesaggio.
Nelle modalità multiscatto ad alta risoluzione questo tipo di movimento può generare artefatti molto evidenti.
La G9 II riesce spesso a ridurre notevolmente il problema.
Non lo elimina sempre al 100% e consigliamo comunque di controllare attentamente il file, ma il risultato può fare davvero la differenza.
Per questo motivo la situazione è abbastanza equilibrata:
- OM-1 leggermente migliore su treppiede
- G9 II più interessante a mano libera e con soggetti parzialmente in movimento
Stabilizzazione: OM-1 rimane il riferimento
Se c’è un settore nel quale OM System continua a mostrare tutta la propria esperienza, è la stabilizzazione.
Panasonic ha fatto un grandissimo lavoro sulla G9 II.
Fino a circa cinque stop reali entrambe le fotocamere permettono di fotografare tranquillamente a mano libera con percentuali di successo molto elevate.
Quando però si inizia a spingere davvero il sistema, la OM-1 prende il vantaggio.
Nei nostri test siamo riusciti a scattare anche a tempi nell’ordine dei due secondi a mano libera ottenendo risultati sorprendentemente utilizzabili.
Naturalmente entrano in gioco tecnica del fotografo, focale, distanza del soggetto e numero di tentativi.
Ma rimane una prestazione impressionante.
Abbiamo utilizzato, per quanto possibile, ottiche stabilizzate native capaci di lavorare in sinergia con il corpo macchina.
Il risultato finale è abbastanza chiaro:
la G9 II stabilizza molto bene, ma la OM-1 stabilizza ancora meglio.
Per noi OM System rimane uno dei riferimenti assoluti del mercato da questo punto di vista.
Stabilizzazione video
Il vantaggio della OM-1 si conferma anche durante le riprese video.
Entrambe le fotocamere offrono modalità di stabilizzazione elettronica aggiuntiva con un leggero crop dell’immagine.
Abbiamo provato sia le modalità standard sia quelle maggiormente stabilizzate.
Il risultato è ottimo con entrambe.
Ma, ancora una volta, la OM-1 riesce a rendere la ripresa leggermente più stabile.
Se il vostro obiettivo principale è girare a mano libera senza gimbal, è un vantaggio concreto.
Video: qui Panasonic cambia marcia
Se passiamo però dalla semplice stabilizzazione all’intero comparto video, il risultato si ribalta.
Panasonic ha un’esperienza enorme nel settore video e la G9 II eredita buona parte di questa filosofia.
Formati, funzioni, impostazioni e strumenti dedicati rendono la G9 II un prodotto maggiormente orientato a un utilizzo realmente ibrido.
La OM-1 non è affatto una cattiva videocamera.
È assolutamente utilizzabile anche per lavori video seri.
Ma se il video rappresenta una parte importante del vostro lavoro, la G9 II offre complessivamente qualcosa in più.
E soprattutto c’è un elemento che cambia radicalmente l’esperienza: l’autofocus.
Autofocus video: G9 II nettamente avanti
L’introduzione dell’autofocus a rilevamento di fase ha rappresentato per Panasonic un cambiamento fondamentale.
Sulla G9 II il salto rispetto alle generazioni precedenti è evidente.
Nel tracking video il sistema è estremamente affidabile.
Il volto viene riconosciuto rapidamente, il soggetto viene seguito con continuità e durante i nostri test abbiamo osservato pochissime esitazioni.
La OM-1, invece, può mostrare qualche incertezza in più.
In alcune situazioni perde momentaneamente il soggetto oppure impiega più tempo per ritrovarlo.
Per chi registra persone che si muovono davanti alla fotocamera, interviste dinamiche, eventi o contenuti nei quali non è possibile controllare continuamente la messa a fuoco, questa differenza è importante.
Sul video, quindi, la G9 II vince in maniera piuttosto netta.
Autofocus fotografico: bisogna distinguere due situazioni
Il tema autofocus in fotografia è molto più complesso.
Non esiste un unico valore che permette di dire semplicemente “questa mette a fuoco meglio”.
Bisogna distinguere almeno tra:
- autofocus singolo;
- autofocus continuo tradizionale;
- tracking;
- riconoscimento volto e occhio;
- riconoscimento animali;
- luce abbondante;
- luce scarsa;
- soggetti vicini;
- soggetti molto lontani.
Ed è proprio facendo questa distinzione che emergono le differenze più interessanti.
Uso tradizionale: entrambe molto valide
Se utilizziamo le due fotocamere in maniera simile a una reflex, quindi con area AF selezionata e senza affidarci completamente al riconoscimento automatico del soggetto, entrambe lavorano molto bene.
Anche in controluce non abbiamo riscontrato criticità particolari.
In buona luce le percentuali di scatti correttamente a fuoco sono elevate con entrambe.
In questa modalità le differenze diventano relativamente piccole.
Tracking: la G9 II cambia completamente scenario
Quando invece attiviamo il riconoscimento automatico del soggetto e chiediamo alla fotocamera di tracciare autonomamente una persona che si avvicina o si allontana, la G9 II mostra un vantaggio importante.
La Panasonic riesce a riconoscere il soggetto anche quando è ancora molto lontano.
Inizia spesso dal corpo, poi passa al volto e infine all’occhio mano a mano che la persona si avvicina.
Il comportamento appare molto naturale e soprattutto continuo.
La OM-1, invece, tende ad avere bisogno che il soggetto raggiunga dimensioni maggiori nell’inquadratura prima di riconoscere correttamente volto e occhio.
Una volta agganciato il soggetto, lo segue molto bene.
Il problema è soprattutto la fase iniziale del riconoscimento e quella finale quando il soggetto diventa molto piccolo.
In alcuni casi il sistema perde completamente il riferimento.
E questo può diventare un limite vero se utilizzate spesso la fotocamera su treppiede o monopiede lasciandole il compito di seguire automaticamente un soggetto che si muove su grandi distanze.
Animali e condizioni difficili
Abbiamo messo alla prova entrambe le fotocamere anche con animali in condizioni volutamente difficili.
Luce scarsa, sfondi poco contrastati e soggetti relativamente piccoli.
Anche qui la G9 II ci ha impressionato.
Una volta selezionato il riconoscimento animali riusciva spesso a individuare il soggetto anche quando per dimensioni e colore si confondeva parzialmente con l’ambiente.
Questo non significa naturalmente avere il 100% degli scatti perfettamente a fuoco.
Nessuna fotocamera garantisce un risultato simile in ogni situazione.
L’operatore continua a fare la differenza.
Ma il sistema Panasonic ci è sembrato decisamente più autonomo e affidabile.
Per quanto riguarda l’avifauna specialistica, preferiamo invece essere prudenti.
La OM-1 è utilizzata con enorme soddisfazione da moltissimi fotografi naturalisti e possiede modalità dedicate molto evolute.
Non avendo impostato il nostro confronto come un test specialistico di fotografia agli uccelli, non vogliamo trarre conclusioni assolute in quell’ambito.
Possiamo però dire che, nei test generici di tracking che abbiamo realizzato, la G9 II ci è sembrata complessivamente più efficace.
Autofocus singolo e bassa luminosità
In buona luce entrambe sono rapidissime.
Sul singolo AF possiamo considerarle fotocamere di livello molto elevato.
Quando la luce scende e il contrasto diventa basso, il comportamento cambia.
La G9 II tende magari a rallentare leggermente, ma spesso riesce comunque a trovare il fuoco.
La OM-1 può essere più rapida quando trova una zona sufficientemente contrastata, ma in alcuni casi estremi può semplicemente non riuscire a mettere a fuoco.
È importante precisare che stiamo parlando di condizioni volutamente severe.
Nell’utilizzo normale entrambe sono perfettamente adeguate.
Una piccola indicazione pratica sulla OM-1: in condizioni di luce molto scarsa abbiamo spesso ottenuto risultati migliori utilizzando AF-C tradizionale senza tracking automatico, seguendo personalmente il soggetto con l’area AF.
La fotocamera diventa così molto reattiva.
È una modalità che utilizziamo anche nel lavoro reale.
OM-1 o G9 II: quale autofocus preferire?
Se fotografate principalmente in maniera tradizionale e siete abituati a scegliere area e punto AF, le differenze sono molto meno importanti.
Se invece volete delegare alla fotocamera il riconoscimento e il tracking del soggetto, soprattutto con persone o animali che entrano nell’inquadratura da lontano, la G9 II offre attualmente un sistema più convincente.
Questo è probabilmente uno degli elementi più importanti dell’intero confronto.
Funzioni computazionali: OM-1 resta più completa
Un’altra grande differenza riguarda le funzioni computazionali.
OM System ha costruito negli anni una parte importante della propria identità proprio attorno a queste tecnologie.
Live ND, Live Composite, modalità High Resolution, Live Bulb e varie altre funzioni permettono di realizzare direttamente in macchina fotografie che normalmente richiederebbero filtri, più esposizioni o una maggiore elaborazione in post-produzione.
Panasonic offre anch’essa diverse funzioni evolute e sulla G9 II troviamo strumenti molto interessanti.
Ma nel complesso OM-1 rimane più completa e matura sotto questo aspetto.
Per paesaggio, fotografia notturna e utilizzo creativo è un vantaggio reale.
Il sistema di obiettivi
Una fotocamera non si sceglie mai da sola.
Si sceglie un sistema.
Il vantaggio del Micro Quattro Terzi è proprio la possibilità di utilizzare obiettivi Panasonic e OM System sulla stessa baionetta.
Ma questo non significa che tutto funzioni sempre allo stesso modo.
Alcune funzioni, soprattutto la stabilizzazione sincronizzata tra corpo e obiettivo, possono essere ottimizzate esclusivamente quando corpo e lente appartengono allo stesso ecosistema.
Entrambi i marchi dispongono di ottiche eccellenti.
Panasonic ha realizzato nel tempo alcuni Leica DG straordinari.
OM System e prima Olympus hanno invece costruito un catalogo particolarmente ampio, soprattutto per quanto riguarda zoom professionali e teleobiettivi.
Se dovessimo scegliere oggi un intero sistema Micro Quattro Terzi con particolare attenzione alla fotografia naturalistica, di viaggio e ai teleobiettivi, considereremmo OM System complessivamente più completo.
Anche perché OM Digital Solutions concentra oggi praticamente tutte le proprie energie sul Micro Quattro Terzi.
Panasonic, invece, porta avanti parallelamente anche il sistema full frame Lumix S.
Quindi: OM-1 o Lumix G9 II?
Arriviamo alla domanda finale.
Non esiste una vincitrice assoluta.
Esistono due macchine che privilegiano aspetti differenti.
Sceglieremmo OM System OM-1 se:
- vogliamo un corpo leggermente più compatto;
- attribuiamo molta importanza alla qualità del mirino;
- vogliamo la migliore stabilizzazione possibile;
- utilizziamo molto le funzioni computazionali;
- fotografiamo paesaggio e natura;
- utilizziamo spesso teleobiettivi;
- vogliamo investire in un sistema interamente concentrato sul Micro Quattro Terzi.
Sceglieremmo Panasonic Lumix G9 II se:
- il tracking automatico è fondamentale;
- fotografiamo spesso soggetti in movimento;
- utilizziamo molto riconoscimento del volto, dell’occhio e degli animali;
- realizziamo molto video;
- vogliamo un autofocus video particolarmente affidabile;
- vogliamo una maggiore risoluzione nativa;
- ci interessa il miglior recupero possibile delle ombre;
- utilizziamo spesso la modalità High Resolution a mano libera.
La nostra scelta?
Ed è proprio qui che il confronto diventa interessante.
Pur riconoscendo alla G9 II vantaggi importanti sul sensore, sull’autofocus e sul video, se dovessimo scegliere una sola fotocamera per il nostro utilizzo fotografico probabilmente tenderemmo ancora verso la OM-1.
Soprattutto per ergonomia, mirino, stabilizzazione, funzioni computazionali e completezza del sistema.
Ma è una scelta molto combattuta.
Se il tracking fosse invece una priorità assoluta, probabilmente sceglieremmo senza esitazioni la Lumix G9 II.
Ed è proprio questa la conclusione più importante del nostro test:
non bisogna chiedersi quale delle due sia migliore in assoluto. Bisogna capire quale sia migliore per il proprio modo di fotografare.
Voi quale scegliereste?
OM System OM-1 oppure Panasonic Lumix G9 II?
E soprattutto quale elemento considerate prioritario: autofocus, stabilizzazione, mirino, qualità d’immagine, video o funzioni computazionali?





