OM5 mark II e 14-150mm – il kit che i puristi sottovalutano

da | 30-07-2026 | Riflessioni Fotografiche

OM-5 Mark II + M.Zuiko 14-150mm: la combo che non ti aspetti

Ci sono fotocamere che attirano subito l’attenzione e altre che passano quasi inosservate. L’OM SYSTEM OM-5 Mark II appartiene decisamente alla seconda categoria. Eppure, dopo averla utilizzata per un’intera giornata in Appennino insieme al M.Zuiko 14-150mm II, ci siamo trovati a rivedere molti dei nostri pregiudizi.

Siamo sinceri: anche noi avevamo sempre considerato il 14-150mm come il classico “obiettivo da kit”, utile ma senza particolari pretese. La prova sul campo ci ha raccontato una storia completamente diversa.

Una giornata vera, non una prova in laboratorio

Per capire davvero le potenzialità di questa combinazione abbiamo deciso di utilizzarla nel modo più impegnativo possibile: boschi, cascate, rocce, sentieri ripidi e parecchi chilometri a piedi.

Niente zaino pieno di attrezzatura, niente cambi di obiettivi. Solo la OM-5 Mark II agganciata alla cintura con il sistema PGYTECH e il 14-150mm montato.

È proprio in situazioni come queste che si capisce il valore di un sistema leggero. Ogni grammo risparmiato significa maggiore libertà di movimento, meno fatica e anche più sicurezza quando bisogna arrampicarsi tra rocce, alberi e terreni scivolosi.

Una tropicalizzazione che dà fiducia

Sia il corpo macchina sia l’obiettivo sono completamente tropicalizzati. Durante la prova abbiamo fotografato vicino alle cascate, con spruzzi continui d’acqua, senza alcuna preoccupazione.

È uno dei grandi punti di forza di OM SYSTEM: offrire una protezione dagli agenti atmosferici anche su modelli non appartenenti alla fascia professionale.

Il 14-150mm è molto meglio di quanto pensassimo

Il protagonista inatteso della giornata è stato proprio l’obiettivo.

Parliamo di uno zoom equivalente ad un 28-300mm, capace di coprire praticamente qualsiasi situazione fotografica con un peso davvero contenuto.

Sì, alla massima focale perde un pizzico di nitidezza e ai 14mm gli angoli risultano leggermente più morbidi, ma basta lavorare intorno a f/6.3, il suo diaframma ideale, per ottenere immagini sorprendentemente equilibrate lungo quasi tutta l’escursione focale.

Durante tutta la prova non abbiamo mai sentito la necessità di cambiare ottica.

Le funzioni computazionali fanno davvero la differenza

La OM-5 Mark II eredita molte delle tecnologie che rendono unico il sistema OM SYSTEM.

Abbiamo utilizzato intensamente:

  • Live ND
  • High Resolution a mano libera
  • High Resolution su treppiede
  • Live Bulb
  • Stabilizzazione sul sensore

Il Live ND permette di ottenere l’effetto seta dell’acqua anche in pieno giorno senza utilizzare filtri esterni.

L’High Resolution produce file ricchissimi di dettaglio, mentre la modalità da treppiede aumenta anche la profondità colore eliminando gli effetti del filtro Bayer.

Sono funzioni che, se sfruttate correttamente, cambiano davvero il modo di fotografare.

Due secondi a mano libera

La vera sorpresa è stata però la stabilizzazione.

Abbiamo realizzato diversi scatti da 2 secondi a mano libera, senza appoggi particolari, direttamente sulle rocce lungo il torrente.

Il tasso di immagini perfettamente nitide è stato impressionante.

Questa tecnologia permette di lavorare con ISO molto più bassi rispetto ad altri sistemi, evitando di alzare inutilmente la sensibilità quando il soggetto è perfettamente fermo.

Alta risoluzione che convince

La modalità High Resolution a mano libera funziona davvero bene.

Il tempo di elaborazione è leggermente superiore rispetto a OM-3 o OM-1, ma il risultato finale ripaga pienamente l’attesa.

Su paesaggi ricchi di dettaglio il guadagno è evidente e, con un corretto sviluppo del file RAW, emerge una quantità di informazioni davvero sorprendente.

Una resa del colore molto piacevole

Durante tutta la giornata abbiamo fotografato in condizioni molto difficili.

Luce dura, forti contrasti, umidità elevata e situazioni ben lontane dalle classiche giornate perfette per il paesaggio.

Nonostante questo, i file RAW hanno mostrato un’ottima tenuta sia nelle alte luci sia nelle ombre, con colori naturali e una grande ricchezza di sfumature, soprattutto nei verdi del bosco.

Utilizzando DxO PhotoLab e il nostro workflow abituale è stato possibile estrarre davvero moltissime informazioni dai file ORF.

Anche ad alti ISO si comporta bene

Abbiamo voluto verificare anche il comportamento in condizioni di luce molto scarsa.

A 1600 ISO il rumore resta contenuto, mentre l’High Resolution continua a fornire risultati estremamente convincenti anche con sensibilità elevate.

Naturalmente non stiamo parlando delle prestazioni di una full frame moderna, ma il comportamento è stato decisamente superiore alle aspettative.

La riflessione finale

La domanda che ci siamo fatti tornando verso casa è stata molto semplice:

Perché complicarsi la vita?

Per chi ama viaggiare, fare trekking, escursioni o semplicemente desidera fotografare senza portarsi dietro chili di attrezzatura, questa combinazione rappresenta probabilmente una delle soluzioni più intelligenti oggi disponibili.

La qualità d’immagine è assolutamente utilizzabile anche per stampe importanti, le funzioni computazionali permettono di ottenere risultati che altri sistemi non offrono e il peso ridottissimo rende l’esperienza fotografica molto più piacevole.

È vero, il 14-150mm non è l’obiettivo più performante del catalogo OM SYSTEM. Il 12-40mm PRO rimane superiore sotto molti aspetti.

Ma se l’obiettivo è avere una sola lente capace di fare praticamente tutto, il 14-150mm continua ad essere una scelta sorprendentemente valida.

Dopo questa prova abbiamo cambiato idea.

Molto più di quanto ci aspettassimo.

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